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Notte di San Silvestro, leggende e tradizioni: le origini dei riti

Mentre in Italia si è forse a metà del famoso cenone di tradizione per attendere con gioia l’anno che verrà, in altre parti del mondo l’alba già sorge. Quindi lo scoccare della mezzanotte, per chi prima e per chi dopo, non arriva nello stesso identico e preciso istante. Ma quelle che accomunano tutti, anche se in diverso modo sono le tradizioni tratte da quelle che sono: le leggende, e i miti collegati alla notte più colorata dell’anno.

In nome del Papa

Le origini del perchè il 31 dicembre è chiamata la notte di San Silvestro, risale a Papa Silvestro I morto precisamente in quella data nel 335. Fu il trentesimo Papa delle Chiesa Cattolica, e dichiarato Confessore della fede.

Il giorno dedicato alla sua Santità gli sarà attribuito, giusto un anno dopo la sua morte. Anche se non esistono documenti che attestino, la connessione della festività del Santo, con la venuta del nuovo anno: in quel giorno viene recitato il Te Deum come forma di ringraziamento a Dio per l’anno che è appena trascorso.

Come ogni leggenda che si rispetti, le vere origini sono da attribuirsi ad usi e costumi pagani, precisamente alle tradizioni celtiche che però non hanno mai designato il 31 dicembre come la data di fine anno, anzi: per loro il capodanno era da festeggiarsi nell’ultimo giorno del solstizio d’inverno per dare il benvenuto a giornate più lunghe e meno buie. Il popolo romano era consueto festeggiare il nuovo anno il primo marzo prima della venuta del calendario gregoriano, che ne cambiò le date a partire dai festeggiamenti della Pasqua.

Le tradizioni culinarie

Le tradizioni del Capodanno, variano da paese a paese. Primeggia come tradizione quella delle lenticchie, risalente all’epoca romana. I romani erano soliti regalarle in una sacca di cuoio “la scarsella” augurando che potessero trasformarsi in soldi, e quindi fortuna. Una sostituzione delle lenticchie erano, gli acini d’uva. Anche solo tenerli in mano, senza mangiarli era buon auspicio. In Spagna ancora oggi vige la tradizione allo scoccare della mezzanotte di mangiare dodici acini di uva, uno per ogni mese dell’anno.

Meglio non mangiare gamberi ed aragoste perchè si spostano all’indietro quindi non si guarderebbe avanti, ma al passato. No al pollo o volatili: con le loro ali porterebbero via la fortuna. Molto meglio il maiale. Infatti la combo giusta è zampone e lenticchie: la scelta del maiale, va a riferirsi alla curiosità dell’animale che con il suo naso scava, e va alla ricerca di qualcosa di buono da mangiare. In America, e Germania al tradizionale cenone non mancano mai verdure di colore verde.

Colore della speranza, che si ripone nel nuovo anno. Anche i botti tradizioni tratte dalle leggende celtiche, sono di buon auspicio. Il rumore causato dallo scoppio, allontanerebbe demoni e spiriti maligni. Quindi buono è anche il rumore dello stappo della bottiglia. Ovviamente non manca la tradizione dell’indumento rosso, che risale già all’epoca romana dove vestirsi di rosso per quella occasione, era un modo per tenere lontana la guerra. Ma ricordate che l’indumento non va comprato, ma regalato ed indossato solo in quel caso.

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